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Article du Bulletin

Oltre lo stambecco: gli altri mammiferi della struttura abitativa dell’US 26c a Riparo Dalmeri (Trento) [Beyond the ibex: the other mammals of the living structure of level 26c at Riparo Dalmeri (Trento). Au-delà des bouquetins: les autres mammifères de la structure de vie de 26c niveau Riparo Dalmeri (Trento)].

Fiore Ivana & Tagliacozzo Antonio · 2008 · Preistoria Alpina, 43 : 209-236.

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Résumé

Riparo Dalmeri è un sito dell’Epigravettiano situato sull’Altopiano dei Sette Comuni (Trento), a 1240 metri di quota. I cacciatori paleolitici praticavano nei dintorni del sito una caccia stagionale allo stambecco, che è rappresentato da oltre il 90% dei resti dei mammiferi identificati. Lo studio qui condotto sui reperti degli altri mammiferi presenti nella struttura abitativa dell’US 26c, e in particolare quelli relativi all’orso e al cervo, ha portato nuovi dati inerenti lo sfruttamento delle risorse animali. Inoltre i dati preliminari della distribuzione spaziale dei reperti ossei hanno permesso di avanzare alcune ipotesi sull’uso funzionale del riparo. Oltre allo stambecco erano cacciati il cervo, il camoscio, il capriolo, l’alce, il cinghiale e, tra i carnivori, l’orso e il tasso. Non ci sono prove certe della cattura degli altri animali i cui resti sono presenti nel deposito, quali lupo, volpe, lepre, marmotta e castoro. Sulle ossa di orso sono presenti tracce di spellamento e di disarticolazione; tuttavia è possibile che anche l’orso, al pari del lupo, possa aver utilizzato il riparo come tana, in alternanza all’uomo, come starebbe ad indicare la presenza di denti di cuccioli di entrambi gli animali. La caccia al cervo, condotta tra l’estate e l’autunno, era diretta di preferenza verso animali giovani e giovani- adulti. Solo parti selezionate delle carcasse, e in alcuni casi solo porzioni carnee disossate, venivano introdotte nel giacimento, forse a causa della taglia di questo animale. Nel luogo dell’abbattimento venivano abbandonati l’intera colonna vertebrale ed entrambi i cinti (scapola e coxale). Le tracce di taglio si riferiscono soprattutto all’azione di recupero della carne o al taglio dei tendini, mentre sono particolarmente rare quelle relative alla disarticolazione e allo spellamento. Le tracce di percussore sono frequenti su tutte le ossa lunghe, ma anche sulla mandibola e su alcune falangi. La distribuzione spaziale dell’insieme dei resti faunistici ha messo in luce l’esistenza di aree preferenziali di macellazione e di combustione, mentre quella relativa ai resti di cervo permette di riconoscere un’area di abbandono di porzioni scheletriche senza interesse alimentare dopo lo spellamento dell’animale. La concentrazione dei resti di cucciolo di lupo di orso potrebbe indicare un’area preferenziale utilizzata dai carnivori come tana, nei periodi in cui il riparo non era frequentato dall’uomo. La contemporanea presenza di alce e cinghiale, unita a quella del castoro fa ipotizzare la presenza di più vaste aree umide sull’altopiano rispetto alla situazione attuale.Riparo Dalmeri is an Epigravettian site located on the Sette Comuni plateau (Trento), at an altitude of 1240 m a.s.l. Palaeolithic humans seasonally hunted ibex that in fact accounts for more than 90% of the identified mammal remains. The study presented here, focusing on the other mammals, in particular bear and red deer, recovered in the living structure of level 26c, evidenced new data on the exploitation of animal resources. Furthermore, the preliminary in- formation on the spatial distribution of the bone remains allowed to put forward some hypotheses on the functional use of the shelter. Besides the ibex, also red deer, chamois, roe deer, elk, wild boar, and, among the carnivores, bear and badger were hunted. There are no sure evidences that other animals, such as wolf, fox, hare, marmot, and beaver, whose remains have also been found in the deposit, were captured as well. On bear bones there are defleshing and disarticulation marks, but it is also possible that bear, as also the wolf, may have used the shelter as a den, alternating with humans, as suggested by the presence of juvenile teeth of both species. Red deer hunting occurred between summer and autumn, and focused preferentially on young and young-adult individuals. Only selected parts of its carcass, and in some cases only meat portions without bones, were introduced into the shelter