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Article du Bulletin

Selezione dell'habitat della marmotta alpina (Marmota marmota L.) in Valle Brembana: metodo per campionamento [Sélection de l’habitat de la marmotte alpine (Marmota marmota L.) en Vallée Brembana: méthode par échantillons. Habitat selection of alpine marmot (Marmota marmota L.) in Brembana Valley: sampling method].

Sala Natasa · 2004 · Thèse en Sciences Naturelles à l’Université d’état de Milano.

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Résumé

Il presente lavoro è finalizzato all'acquisizione di informazioni relative all'influenza di alcuni parametri ecologici sullo stanziamento della marmotta alpina nell'intera Valle Brembana (Alpi Orobie e Prealpi Bergamasche). I dati ottenuti forniscono la base per comprendere la vocazionalità e conseguentemente la capacità di carico del territorio esaminato per la specie, informazioni necessarie per una sua corretta gestione. In base alla bibliografia ed alla possibilità di confronto con lavori precedenti relativi alla stessa zona sono stati scelti i parametri altitudine, inclinazione, esposizione, assolazione e caratteristiche fisionomiche. Per essi è stata operata una valutazione quantitativa, attraverso l'osservazione del territorio utilizzato in rapporto alle disponibilità ambientali. Sono stati inoltre considerati qualitativamente anche l'impatto antropico e la presenza di barriere. La fase preliminare del lavoro è stata l'individuazione del territorio vocazionale, delimitato inferiormente dall'isoipsa dei 1300 metri o, se collocato a quote superiori, dal limite inferiore del bosco. Dal territorio sono stati esclusi anche i laghi e le aree urbane. Nessun limite superiore è stato fissato. All'interno della zona così definita sono state scelte delle aree campione che per numero, dimensione e collocazione fossero rappresentative dell'intero territorio. La raccolta di dati sul terreno è stata finalizzata da un lato a cartografare le caratteristiche fisionomiche di ciascuna area campione, dall'altro ad individuare l'eventuale presenza di marmotte, indicata sulla carta come superficie coloniale. La fase successiva è stata la misurazione, per ciascuna area rilevata, dei cinque parametri. Anche la superficie coloniale, quando presente, è stata quindi caratterizzata dagli stessi parametri. I dati ottenuti sono stati successivamente elaborati in modo da consentire una valutazione complessiva delle scelte ambientali operate dalla marmotta. Dei cinque parametri rilevati soltanto due sono risultati importanti nell'influenzare lo stanziamento degli animali: le caratteristiche fisionomiche, e, solo secondariamente, l'assolazione. In particolare le caratteristiche fisionomiche sembrano costituire il fattore limitante. Le colonie sono localizzate esclusivamente in ambienti aperti, con copertura prevalentemente erbacea o moderata presenza di vegetazione basso-arbustiva. Anche le pietraie costituiscono un ambiente favorevole all'insediamento delle marmotte, ma soltanto se la presenza di vegetazione erbacea ne costituisce una parte consistente. La vegetazione più alta rappresenta, invece, un limite e viene pressoché sempre disertata. Gli ambienti rocciosi vengono per lo più evitati, sebbene la presenza di rari affioramenti non costituisca un ostacolo. La marmotta sembra prediligere territori con assolazione media ed elevata. In quest ultimo caso le scelte cadono, in particolare, su terreni ad esposizione sud, sud-ovest e sud-est ed inclinazione media. Essa rifugge invece, dove possibile, le zone ad assolazione bassa. E' stato inoltre osservato che col crescere della quota le esposizioni nord, nord-ovest e nord-est vengono evitate. La distribuzione altitudinale degli insediamenti dimostra che questo parametro ha un valore solo su scala locale. Numerose colonie sono protette a monte da pareti rocciose. I corsi d''acqua non sembrano costituire una barriera. L'impatto antropico, rappresentato principalmente dalla pastorizia e dall'escursionismo, non costituisce ancora un limite alla diffusione delle colonie. In base ai dati raccolti è possibile dedurre che nella zona più occidentale della Valle Brembana le colonie sono in fase di espansione, mentre nel resto del territorio esaminato esse sono ancora in fase di colonizzazione. La raccolta dati è stata effettuata in due fasi con un intervallo di sette anni. La tendenza osservata durante la seconda fase conferma le ipotesi formulate in base ai dati precedentemente ott