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Article du Bulletin

I mammiferi dell’Emilia-Romagna [Les mammifères d’Emilie-Romagne. Mammals in Emilia-Romagna].

Bertusi M.G. & T. Tosetti · 1986 · Istituto Beni Culturali, Regione Emiliana-Romagna, Bologna, 64-65.

Résumé

Marmotta. Ha una struttura tozza e pesante, con il pelo folto color grigio-marrone, piùscuro sul dorso, è pu&ograve, raggiungere una lunghezza di 60 cm. Ha una coda folta, lunga fino a 25 cm. Caratterizzata da muso arrotondato (solo leggermente appuntito), orecchie e zampe corte, pelo ruvido e coda folta durante l’inverno (va in letargo per un periodo di lunghezza variabile a seconda della rigidità del clima, solitamente da ottobre ad aprile). Le guance sono ricoperte da lunghi peli che le conferiscono una simpatica aria paffuta. Le zampe sono munite di unghie molto forti, con cui scavano le lor tane nel duro terreno montano. Le praterie di montagna, tra i 1800 m di altitudine e il limite delle nevi perenni (intorno ai 3000 metri), sono l’ambiente in cui si possono avvistare le marmotte, che qui vivono in colonie composte da alcune decine di individui. Ogni famiglia di marmotte scava nelle praterie montante una profonda tana: un lungo cunicolo principale conduce ad una camera tapezzata d’erba, provvista anche di uscite di sicurezza. La vita in colonia è un adattamento ad un ambiente cosà pericoloso. Le piace stare sul terreno roccioso a prendere il sole, a gruppi, mai troppo lontano dalla tana, e mentre adulti e piccoli sono fuori dalle tane alla ricerca di foglie e semi, qualche marmotta è sempre di guardia: all’avvicinarsi di un predatore, le sentinelle lanciano acuti fischi d’allarme e in pochi istanti tutta la colonia rientra precipitosamente nelle tane. All’arrivo dell’autunno le marmotte cominciano ad accumulare riserve di grasso per l’inverno. Le marmotte si nutrono di materiali vegetali (erbe alpine, teneri ramoscelli, fiori, frutta, bulbi, radici), preferendo pero le erbe aromatiche. Occasionalmente si ciba anche di insetti, vermi e altri piccoli animali. Non beve: il suo fabbisogno d’acqua viene reperito dai succhi delle piante e dalla rugiada. Per affrontare la cattiva stagione si spostano nelle tane invernali, piùprofonde, che scavano a quote piùbasse. Si radunano fino a 15 per tana, si avvolgono di fieno e addossate le une alle altre, cadono in letargo. Quasi subito dopo il letargo hanno inizio i combattimenti tra i maschi, che si contendono le femmine in estenuanti tornei di spintoni. L’accoppiamento avviene nella tana: i piccoli (da 2 a 6) nascono solitamente a giugno (dopo una gestazione che dura poco piùdi un mese), sono nudi e ciechi, e solo dopo 3 settimane sono pronti ad uscire dalla tana. La maturità sessuale viene raggiunta attorno ai 3 anni, e ogni individuo puo sopravvivere fino a 15-18 anni.